Giuseppe Graziosi (1879 - 1942)

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Biografia breve di Giuseppe Graziosi

Giuseppe Graziosi (Savignano sul Panaro 1879 - Firenze 1942) è stato un pittore e scultore del XIX e XX secolo. Proveniente da una famiglia di origine modesta, studia e si diploma all'Accademia di Belle Arti di Modena. Subito par- tecipa, con un bassorilievo, al Concorso per il Pensionato Artistico Nazionale, ma, pur essendo ammesso al giudizio, non riesce ad aggiudicarselo; si iscrive quindi all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove ha come maestri Augusto Rivalta per la scultura e Giovanni Fattori per la pittura. In questi anni di studio svolge un'intensa attività nel campo della scultura: probabilmente risale a tale periodo la realizzazione di un plastico dell'Adrianeo, conservato presso il Museo di Castel Sant'Angelo in Roma. Nel 1900 si aggiudica la medaglia di bronzo per la scultura alla Eposizione Universale di Parigi con Il Fonditore: l'impatto con la realtà parigina è determinante per l'evolversi dello stile di Graziosi, che può cosi conoscere le opere di Millet, Rodin, Meunier. Negli anni seguenti si aggiudica numerosi premi in occasione di varie rassegne e nel 1913 realizza il Monumento funerario nel Cimitero Monumentale di Rosario di Santa Fè. Nello stesso anno esegue il particolare della Vittoria per il monumento a Don Bosco, eretto a Torino. Dall'anno seguente comincia la sua attività di insegnante (professore di plastica della figura all'Accademia di Belle Arti di Firen- ze), interrotta soltanto dalla guerra. Nel 1924 la Biennale di Venezia gli dedica un'ampia personale, comprendente ventisette sculture, quindici acqueforti e quattro litografie, mentre nel 1927 esegue dipinti decorativi per la Filiale di Piacenza del Banco di Roma. Sul versante ritrattistico Graziosi si ispira ad un verismo di stampo troubetzkoiano, insistendo sui particolari: si vedano busti di Carena, Bersanti, Lolli, del figlio Paolo, di Ardengo Soffici. Nel 1936 l'artista acquista il Castello di Maranello (Modena), e nella chiesa annessa pone il suo studio e la gipsoteca. In questo castello avviene nel 1942, anno della morte, la commemorazione di Graziosi, alla presenza di numerosi artisti. In questo stesso anno la Galleria Gian Ferrari gli dedica una personale. Il Comune di Modena ha pubblicato nel 1984 un catalogo attinente alle opere della gipsoteca, che comprende un lascito di opere plastiche, di pittura e grafica, tuttavia non ancora aperta alla fruizione del pubblico e degli studiosi.

FONTE: Scultura italiana del primo novecento

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